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Guardati intorno e non fare rumore, |
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Non sono d'accordo con le tue opinioni, ma difenderò sempre il tuo diritto ad esprimerle. |
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| --- | Miracoli? |
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Il computer non fa quello che vuoi, ma quello che gli dici di fare Ogni sistema operativo riesce a fare, in maniera diversa, quello che fanno tutti gli altri. Per ogni software concepito in modo da non accettare i dati non corretti ci sarà sempre qualcuno abbastanza zelante da farli passare. Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto ci vuole un computer Qualsiasi software quando funziona bene è obsoleto. I programmatori son quelli che ti risolvono, in maniera a loro stessi incomprensibile, problemi informatici che non sapevi nemmeno di avere
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ODE ALLA VITA Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, Lentamente muore chi non viaggia, Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo |
«Gli uomini temono il pensiero più di ogni altra cosa al mondo più della rovina, e persino più della morte. Bertrand Russell 1872 |
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La terra degli unicorni
Dove credi che siano andati gli unicorni, gli ippogrifi dagli occhi dolci e sinceri, le sirene gentili ed aggraziate? In nessun posto: sono sempre qui. E’ solo che non li vediamo.
La luce non si accontenta più di schizzar via dai loro corpi leggiadri, come schizza l’acqua dai tetti nei giorni di pioggia. Li penetra invece, quei corpi, come l’acqua penetra la terra smossa, e vi si nasconde quieta e felice. La luce li ama e li tiene per sé. E l’odore allora? Quel loro odore di muschio e di erba bagnata, di sole e di spiagge lontane, di petali corteggiati da api chiacchierine? Quell’odore non vuol più saperne di lasciarli, di mischiarsi ai lezzi immondi cha ammorbano il pianeta. Ha paura del contagio, paura di perdere la propria leggerezza, il proprio candore, e così gli riamane accanto, non vaga per l’aria infetta, non arriva fino a noi. Certo potremmo ancora imbatterci in loro, accarezzare le forme armoniose, avvolgerli in un abbraccio. O potremmo ascoltare i canti che innalzano nelle notte di luna, quando è abbastanza chiaro per sognare e non abbastanza per vedere. Ma di notte guardiamo la televisione e di giorno i nostri passi ci allontanano sempre di più dai sentieri impervi delle loro scorribande. Camminiamo tutti insieme per le stessa strade, facendo un gran rumore. E il rumore, si sa, impedisce di fare attenzione. Il rumore acceca. Così non si crede alle storie che si raccontano: non esiste una terra remota, inaccessibile, fuori dal mondo, la terra degli unicorni. Gli unicorni sono fra noi, non ci hanno mai lasciato, e se abbiamo cura di cercarli fuori dalle strade battute, se tendiamo l’orecchio nelle notti di luna, se abbiamo il coraggio di aspettare, di far loro la posta con speranza e dedizione, un giorno forse potremmo incontrarli, ed accarezzare e abbracciare le loro forme armoniose. Allora, chissà, l’odore di muschio e di erba bagnata non avrà più paura del nostro contagio e la luce acconsentirà a rimbalzare un pochino e dividere il suo amore con noi. |
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